Contattaci al numero 0574 527811 o inviaci una mail a info@atlantide-web.it

La gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti è una tematica di cui sentiamo parlare e viviamo tutti i giorni.

Nella sua banale quotidianità, in realtà, si cela una tematica complessa che ci salta agli occhi solo quando vediamo (o sentiamo parlare di) problemi come l’immondizia nelle strade, degli incendi degli impianti, dell’avvelenamento delle falde acquifere o della presenza sempre più spinta delle microplastiche in mare.

Solo se facciamo mente locale ci accorgiamo, in realtà, che questa gestione tratta un tema molto ampio (perché i tipi di rifiuti sono veramente moltissimi: esattamente 842) e complicato (a livello, amministrativo, ed operativo) che richiede conoscenze specifiche (quelle sui rifiuti) unite a competenze diversificate (siano queste amministrative, logistiche, fiscali, industriali e commerciali).

Ma capiamo cosa è un “rifiuto”, come questo si identifica (nel panorama europeo).

Definizione di rifiuto

La normativa vigente (D. Lgs. 152/2006) definisce il rifiuto “Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi”, dove per detentore si intende il soggetto che ce l’ha in carico, più precisamente non si intende quindi solo un soggetto che produce inizialmente il bene, ma anche chi avendolo in carico.

Un altro aspetto importante è la suddivisione che viene effettuata, secondo:

  • Secondo l’origine;
  • Secondo le caratteristiche.

In base l’origine ci sono 2 suddivisioni:

  • Rifiuti urbani;
  • Rifiuti speciali.

I rifiuti urbani domestici derivanti da luoghi adibiti ad abitazioni civili e vengono gestiti dalla pubblica amministrazione sulla base di contributi fiscali.

I rifiuti speciali sono i rifiuti derivanti da attività produttive di industrie e aziende, gestiti e smaltiti da aziende autorizzate allo smaltimento A loro volta i Rifiuti si differenziano sulla base del criterio della Pericolosità in Rifiuti Pericolosi e Rifiuti non Pericolosi.

La gestione dei rifiuti speciali

Abbiamo analizzato nei paragrafi precedenti cosa è un rifiuto e come viene suddiviso. I rifiuti più importanti e pericolosi sono quelli speciali, derivati dalle attività industriali. Quale gestione deve essere fatta a quest’ultimi per rispettare le normative e ridurre l’impatto ambientale?

L’analisi

L’analisi è un’attività volta alla classificazione corretta del rifiuto necessaria, almeno all’atto della prima classificazione, per la definizione della pericolosità del rifiuto e dovrà essere ripetuta periodicamente in relazione a variazioni di composizione del rifiuto o, in caso di nessuna variazione, con lo scopo di dimostrare la persistenza delle caratteristiche di non pericolosità. Qualora vengano apportate variazioni al ciclo produttivo o alle materie prime impiegate si dovrà comunque procedere ad effettuare una nuova analisi.

Il registro carico e scarico

L’articolo 190 del D. Lgs. 152/06 prescrive che i produttori di rifiuti hanno l’obbligo di tenere un registro di carico e scarico dove sono presenti tutte le informazioni sui rifiuti, a livello quantitativo (ossia il volume di rifiuti prodotti) e a livello qualitativo (riguardante cioè la tipologia di rifiuti prodotti). Tali informazioni devono essere annotate sul registro entro 10 giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dal suo scarico e comunicate al Catasto. Sono conservati per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione.

I registri sono in formato carta formato A4; numerati, vidimati e gestiti con le procedure e le modalità fissate dalla normativa sui registri IVA.

Deposito e trasporto

L’articolo 183 D.Lgs 152/2006 predispone Il DEPOSITO TEMPORANEO, deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, particolare attenzione per i rifiuti pericolosi in cui delle norme disciplinano il deposito, l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze pericolose in essi contenute.

Le aree utilizzate per il deposito temporaneo devono essere adeguatamente contrassegnate e delimitate al fine di rendere nota la natura e la pericolosità dei rifiuti.

Sui contenitori dei rifiuti speciali devono essere presenti le necessarie etichette informative, tra cui in primis il codice C.E.R (Codice Europeo Rifiuti), che ne determina provenienza, processo dell’attività generatrice e tipo di rifiuto generato. Quando il codice CER identifica un rifiuto pericoloso esso verrà seguito da un *.

Il trasporto dei rifiuti deve avvenire all’interno di appositi colli e con l’obbligo di autorizzazione ambientale. È però doveroso distinguere quelli che sono rifiuti pericolosi secondo la normativa dei rifiuti, cioè quelli che hanno un codice CER seguito da un *, e quei rifiuti che sono pericolosi secondo il trasporto secondo ADR (relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada) e che quindi sono assegnati ad uno numero ONU.

Lo smaltimento

Dopo aver passato il deposito temporaneo i rifiuti devono essere smaltiti e in proposito l’azienda produttrice ha 2 opzioni possibili da attuare:

1)  Inviare i rifiuti negli appositi impianti di recupero o smaltimento ogni 3 mesi, a prescindere dalla quantità prodotta

2)  Inviare i rifiuti negli appositi impianti di recupero o smaltimento entro 1 anno dalla produzione, qualora la quantità sia inferiore a 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi.

Con lo smaltimento, che avviene in appositi impianti a seconda della natura e della pericolosità del rifiuto, si conclude definitivamente il ciclo di vita di un rifiuto speciale pericoloso o non pericoloso.

Gestione illecita dei rifiuti

Sono molteplici i reati che si possono commettere in una gestione malsana dei rifiuti (abbandono dei rifiuti, mancate autorizzazioni, normative non seguite, ecc.) incappando in sanzioni talvolta molto pesanti. Il D.lgs 152/06 nella sezione “sanzioni” chiarisce quali reati e sanzioni aspettano all’azienda e al titolare.

D.Lgs 231/01

È un insieme di regole, procedure e modalità operative che definiscono un sistema organizzativo, di gestione e controllo interno di un’azienda che mira ad impedire o prevenire la commissione dei reati sanzionati, penali e pecuniarie, dal D.Lgs. 231/01 da parte di amministratori o dipendenti, chiamato anche Modello Organizzativo.

Il Modello Organizzativo aiuta l’esclusione o la limitazione della responsabilità aziendale derivante da uno dei reati sanzionati dalla 231. Altri benefici sono: gestione aziendale trasparente e corretta e maggiore chiarezza organizzativa e bilanciamento tra poteri e responsabilità.

Euroinformatica viene in tuo aiuto con un software, Atlantide DS.8, in grado di far risparmiare tempo nella gestione dei rifiuti e di risparmiare ingenti quantità di soldi.

 

Seguici su:

FACEBOOK
LinkedIn
YOUTUBE

feedback_mix.png