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OBBLIGO Piano di Emergenza Interna

OBBLIGO Piano di Emergenza Interna

Negli ultimi anni abbiamo assistito a molti incidenti, spesso dolosi, negli impianti che trattano i rifiuti.

Gli incidenti negli impianti producono sostanze altamente nocive per l’ambiente, per gli esseri umani e per gli animali, oltre a numerosi decessi. Questi episodi hanno avuto un ampio risalto mediatico suscitando preoccupazione nell’opinione pubblica.

Per affrontare il problema, il governo, nell’ottobre 2018, ha predisposto il Decreto Legge 113/2018 (Decreto Sicurezza): l’articolo 26-bis stabilisce di predisporre OBBLIGATORIAMENTE un piano di emergenza per tutti gli impianti che trattano rifiuti (stoccaggio e lavorazione rifiuti). Il decreto è stato convertito in legge, la n. 132/2018.

Cosa prevede la Legge n.132/2018?

Con l’articolo 26-bis, i gestori degli impianti esistenti e di nuova costruzione, nello specifico:

  • Impianti di Stoccaggio (R13 e D15)
  • Impianti di Trattamento dei rifiuti (tutte le operazioni di recupero da R1 a R13 e tutte le operazioni di smaltimento da D1 a D15)

dovranno prevedere l’elaborazione di un Piano di Emergenza interna da consegnare obbligatoriamente al prefetto entro il 4 Marzo 2019; tale piano dovrà essere riesaminato o aggiornato entro e non oltre 3 anni.

Ai Prefetti viene affidato il compito di predisporre i Piani di Emergenza esterni per gli stessi impianti, entro 12 mesi dal ricevimento del piano da parte dei gestori.

Il Piano di Emergenza Interna

Il piano di emergenza ha lo scopo di raggiungere 4 distinti obiettivi:

  • Controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per la salute umana, per l’ambiente e per i beni;
  • Mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute umana e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti;
  • Informare adeguatamente i lavoratori e i servizi di emergenza e le autorità locali competenti;
  • Provvedere al ripristino e al disinquinamento dell’ambiente dopo un incidente rilevante.

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