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Costruire il futuro

Costruire il futuro

    Quale è il futuro delle nostre città?

    E’ una domanda che tante persone si pongono da tanto tempo ed è solamente da circa un decennio che vengono studiati modelli alternativi per le città del nostro futuro.

    Futuro sempre più eco-sostenibile e smart (facile) perché, come possiamo osservare soprattutto nelle nostre città principali, siamo arrivati ad un punto in cui le città non reggono più i ritmi imposti dalla società, ritmi serrati e caotici.

    Il sovra-affollamento dei veicoli ha creato ingenti problematiche ambientali nelle città e metropoli causando un’aria ricca di inquinanti che alla lunga creano problemi per la salute umana e animale.

    Le nostre città più grandi (Torino, Milano, Roma e Napoli) spesso superano i livelli massimi tolleranti di PM (polveri sottili emesse dai veicoli e dalle industrie) che, come detto precedentemente, creano problematiche agli esseri viventi che le respirano. Quando ciò succede i comuni hanno l’obbligo di sospendono alcune categorie di veicoli (euro 0,1,2 e 3) e veicoli con targhe alternate in modo da abbassare i valori delle polveri sottili.

    Per poter ambire a città più pulite; più vivibili; più sicure; più sostenibili non basta solo sospendere alcune categorie di veicoli, bisogna fare di più. Ripensare la città come se fosse un organismo unitario e non con progetti mirati e separati, con lo scopo di dare solo visibilità ad una città.

    Smart City?

    Le Smart City, le cosiddette città intelligenti, sono a tutti gli effetti una possibile alternativa ai tipi di città presenti ora perché non richiederebbe la demolizione e ricostruzione di gran parte dei volumi e delle infrastrutture bensì “installando” dei dispositivi (sensori di vario tipo e uso) e delle infrastrutture, non ingombranti.

    Esiste un’altra soluzione ed è data dalla natura stessa, avere alberi in città. Cosa fanno oltre a rendere più bella una città?

    Svolgono un altro importante ruolo, hanno una grande capacità di assorbire anidride carbonica, catturare le polveri sottili (PM10 e altri particolati più sottili come il PM2,5) e inquinanti gassosi. Gli alberi sono dei filtri naturali per l’aria, grazie al processo della fotosintesi clorofilliana che assorbe anidride carbonica e produce ossigeno.

    La natura

    Aumentare i parchi urbani e le aree verdi sia pubbliche che private è un’operazione imprescindibile, non solo, anche la piantumazione di alberi lungo le viabilità principali di una città aiuta a migliorare drasticamente l’ambiente.

    Grazie al processo della fotosintesi clorofilliana che assorbe anidride carbonica e produce ossigeno trattengono, tramite le foglie e le superfici della pianta, una grande quantità di particolato. Con gli stomi fogliari la pianta assorbe e rimuove gli inquinanti gassosi.

    Si evince che questa tecnica rappresenta un importante tassello per le nostre città e il futuro di esse, ma non solo, saranno essenziali per portare aria pulita e quindi un maggiore benessere per la popolazione così da diminuire le malattie che derivano dell’inquinamento odierno.

     

     

    Un esempio di progettazione urbana in cui i filari degli alberi assumono un ruolo primario è dato da una tesi di laurea del corso universitario in “Pianificazione della città, del territorio e del paesaggio” del dott. Alessio Vannucchi.

    I filari di alberi e siepi hanno il compito di regolarizzare e migliorare la percezione visiva dell’area industriale dando inoltre una gerarchizzazione della viabilità.

    L’implementazione di filari di alberi e di siepi non hanno solo il compito di migliorare visivamente l’area industriale ma anche di abbattere l’inquinamento dei veicoli, in questo caso da trasporto, che percorrono 24 ore su 24 le strade dell’area industriale Sambuca (FI).

    Questo progetto è un esempio di implementazione intelligente degli alberi in cui vengono coniugate le caratteristiche chimiche di assorbimento di sostanze nocive con una migliore percezione visiva di tutta la zona industriale.